Disabilità in Toscana

December 3, 2018

 

 

 

 

 

 

“L’unica parte rilevante di ogni disabilità

è l’abilità.” - Robert M. Hensel 
 

 

 


 
La disabilità viene descritta come “la condizione di chi, in seguito a una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale”.  
 
L’Osservatorio Sociale della regione Toscana ha realizzato nel 2016 un accurato rapporto sulla questione, compiendo differenti stime sull'incidenza della disabilità nel nostro territorio e inquadrando la situazione distrettuale sull'argomento.  Secondo la banca dati INAIL in Italia, i titolari di rendita per disabilità sono 642.095 (1,06% della popolazione generale), ripartiti nel seguente modo tra le diverse tipologie: - 309.314 per disabilità motoria; - 132.233 per disabilità psico-sensoriale; - 39.499 per disabilità cardio-respiratoria; - 161.049 per disabilità di altro tipo.

Gli stessi dati, rapportati sulla nostra regione, restituiscono un totale di 64.322 titolari di rendita INAIL (1,72% della popolazione toscana), così distribuiti nelle diverse categorie di disabilità: - 30.191 per disabilità motoria; - 12.817 per disabilità psico-sensoriale; - 4.914 per disabilità cardio-respiratoria; - 16.400 per disabilità di altro tipo. Le stime effettuate dall’ISTAT (anno 2016) restituiscono un quadro numericamente diverso. Infatti secondo l’Istituto Statistico Italiano, i soggetti con limitazioni funzionali sarebbero complessivamente 211.923 in Toscana e 3.364.652 in tutta Italia. L’analisi per sesso ed età mostra tassi di disabilità maggiori per donne e anziani (>65 anni). 
 
Una questione strettamente legata al tema della disabilità è quella dell’inclusione.  Con questo termine ci si riferisce ovviamente all'inquadramento scolastico e lavorativo delle persone con disabilità.

Rispetto alla tematica la scuola, in Italia vige un “sistema di inclusione” centrato sull'immissione degli alunni disabili nelle classi comuni (99% di alunni disabili inseriti); si tratta di un modello che, seppure caratterizzato da alcune criticità e limitazioni, rappresenta senza dubbio un esempio di eccellenza e unicità nel contesto europeo.  Nell'anno scolastico 2015/2016 gli alunni con disabilità iscritti a scuola erano 12.612 in Toscana e 217.563 su tutto il territorio italiano.

Per quanto riguarda invece il contesto lavorativo, la normativa italiana prevede un “collocamento mirato” (Legge 68/1999 riformata dal Job Act), un percorso specifico e personalizzato a cui possono accedere persone con disabilità in possesso di certificazione di invalidità civile superiore al 45%, invalidità del lavoro superiore al 33%, persone non vedenti o sordomute, invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e per servizio.  Tra il 2012 e il 2015 è sensibilmente cresciuto il numero di iscritti al “collocamento mirato” (+10%), e allo stesso modo sono aumentati i contratti di lavoro redatti dalle persone disabili in un anno (+2,9%). Mediamente, in Toscana, vi sono 7 iscritti al “collocamento mirato” per ogni 100 iscritti ai servizi per l’impiego. 

Sempre nell'ambito dell’inclusione trova facilmente spazio la materia legata allo Sport. Ad oggi, l’attività sportiva praticata dalle persone disabili non solo risulta molto diffusa, ma rappresenta per gli stessi un essenziale catalizzatore di integrazione, di impegno personale e fisico.  Un’indagine condotta nel giugno del 2016 ha coinvolto un totale di 51 strutture sportive disseminate su tutto il territorio toscano. Complessivamente, gli sport praticati sono più di 30; la disciplina maggiormente diffusa è il nuoto (15), seguito dalla scherma (11), dall'atletica leggera (9), bocce (8), calcio/calcio a 5/calcio unificato (8), equitazione (6), basket (5) e tiro con l'arco (5).  I destinatari principali di queste attività sono principalmente i ragazzi delle scuole medie, i giovani (tra 15 e 29 anni) e gli adulti (tra 30 e 64 anni). I benefici riconosciuti da un atleta con disabilità ricoprono diversi ambiti: cognitivo (migliore conoscenza (migliore conoscenza del proprio corpo, dello spazio, del tempo e della velocità), psicologico (stato di soddisfazione generale, capacità di autocontrollo), socio-educativo (possibilità di aumentare la propria autonomia), fisico (incremento della forza muscolare, della capacità di equilibrio, della coordinazione motoria).  L'elemento più rilevante per gli intervistati è quello relativo all'integrazione sociale, segnalato in 45 questionari su 48.  
 
Nondimeno, la vera sfida quotidiana che le persone con disabilità si trovano ad affrontare è quella dell’accessibilità.  Normalmente gli spazi in cui giornalmente viviamo sono studiati e realizzati con la finalità di rendere la nostra esistenza più semplice. Tuttavia, le persone con disabilità difficilmente fanno esperienza di ambienti idonei ad accoglierli. Spesso, infatti, non esistono ausili ad hoc o gli stessi non sono sufficienti a rispondere alle esigenze dei disabili. Si tratta di un problema prevalentemente culturale e sociale che richiede il riconoscimento di pari diritti per le persone disabili. Si tratta di limitazioni che non permettono di esercitare pienamente il proprio potere di scelta, condizione che di fatto nega alle persone con disabilità i diritti universali inalienabili appartenenti a tutti gli uomini. In questo modo, le persone disabili si trovano a fronteggiare una situazione di doppio svantaggio, una dettata dalla malattia (o menomazione), l’altra scaturita dalla costruzione dell’ambiente circostante. Partendo da queste premesse, la Regione Toscana ha promosso un progetto dal titolo “Adattamento domestico: consulenze e contributi per persone con disabilità grave”, una sperimentazione mirata a migliorare lo spazio vitale e non delle persone con disabilità, in modo da garantire loro la maggiore autonomia possibile. Alcuni esempi dei potenziali interventi proposti sono l’abbattimento delle barriere architettoniche, il montaggio di rampe e montascale, e l’utilizzo di tablet e tecnologie digitali per favorire la comunicazione. Ulteriormente per favorire i diritti delle persone interessate, la Regione Toscana ha creato il portale “Toscana Accessibile”, il primo sito web completamente dedicato alla disabilità. Così riporta Stefania Saccardi, assessore al Diritto alla Salute, al Welfare e all'Integrazione Socio-Sanitaria della Regione Toscana: “con il portale, impostato graficamente per facilitare la fruibilità da parte dei cittadini, intendiamo fare un altro passo avanti nella promozione della cultura dell’inclusione sociale, dell’accoglienza, del rispetto verso il prossimo e la diversità, contrastando la discriminazione e la marginalizzazione di qualsiasi individuo, al fine di migliorare la qualità di vita, l’accessibilità e l’usabilità degli ambienti”. 
 
Il documento dell’Osservatorio Sociale della Toscana sottolinea fermamente come “tutelare il diritto di un soggetto significa riconoscere la sua titolarità ad esercitarlo, e quindi la sua condizione di pari dignità; altro è concederlo, come se quel diritto fosse un benefit di cui usufruire in via eccezionale. Non ci possono essere dubbi su questo”.  A tal proposito, si sente fortemente la necessità di una drastica “rivoluzione culturale”: aprire mentalità e spazi idonei non solo per i più, ma per tutti. 
 
 
BIBLIOGRAFIA  
 Secondo Documento sulla disabilità in Toscana (2016) 
 
 

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